Van Dyck, 73 mila visitatori per la mostra chiusa nei giorni scorsi a Palazzo Ducale

L’esposizione dedicata al maestro fiammingo chiude con un risultato molto buono per non essere una mostra blockbuster, cioè quelle che richiamano il grande pubblico come difficilmente fa l’arte antica. L’esposizione che si è chiusa ha messo in esposizione sessanta dipinti arrivati dai principali musei europei

Settantatremila ingressi in quattro mesi. È il bilancio della mostra “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, che dal 20 marzo al 19 luglio ha occupato l’Appartamento del Doge e la Cappella Dogale di Palazzo Ducale.

L’esposizione, prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e dal Comune di Genova con il sostegno della Regione Liguria, ha riunito sessanta opere autografe di Antoon van Dyck, suddivise in dieci sezioni e concesse da musei, fondazioni e collezioni internazionali. Si è trattato della più ampia rassegna dedicata al pittore fiammingo organizzata negli ultimi anni.

Il percorso ha ricostruito la dimensione europea dell’artista, seguendone gli spostamenti tra Anversa, l’Italia e l’Inghilterra. Una parte centrale è stata riservata al soggiorno italiano tra il 1621 e il 1627 e al rapporto con Genova, città determinante per la formazione e l’affermazione internazionale di Antoon van Dyck.
La mostra non si è limitata ai celebri ritratti dell’aristocrazia, ma ha dato spazio anche alla produzione religiosa, meno conosciuta dal grande pubblico. Tra le opere più attese figurava il “Ritratto dei tre figli maggiori di Carlo I d’Inghilterra e di Enrichetta Maria”, realizzato nel 1635 e destinato a Cristina di Francia.
I dipinti sono arrivati da istituzioni come il Museo del Louvre di Parigi, il Museo nazionale del Prado e il Museo nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Galleria nazionale di Londra, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera, i Musei Reali di Torino e la Galleria nazionale di Parma. A questi si sono aggiunti i prestiti della Fondazione Phoebus e della Fondazione Gaudium Magnum.
Secondo la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Sara Armella, il dato dei visitatori dimostra come un progetto costruito sul rigore scientifico e sulla qualità dell’allestimento possa produrre ricadute sull’attrattività e sull’immagine internazionale della città. La campagna di promozione, realizzata insieme alle istituzioni e alle realtà economiche del territorio, ha puntato anche sulla stampa estera e su incontri organizzati fuori dai confini nazionali.
«La cultura può diventare un motore di crescita e di dialogo internazionale quando istituzioni e territorio lavorano nella stessa direzione», ha sottolineato Sara Armella, attribuendo il risultato al contributo delle curatrici, del comitato scientifico, dei prestatori, del personale della Fondazione e dei soggetti che hanno sostenuto il progetto.
La direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Ilaria Bonacossa ha evidenziato la presenza di visitatori provenienti non soltanto dall’Europa, ma da numerosi Paesi del mondo. L’esposizione è stata inoltre pensata come punto di partenza per scoprire le opere di Antoon van Dyck conservate stabilmente nei musei e nei palazzi genovesi.
Dietro la mostra c’è stato un lungo lavoro di studio condotto dalle curatrici Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, affiancate da un comitato scientifico internazionale. Le ricerche sono confluite anche nel catalogo pubblicato in Italia da Allemandi e, in lingua inglese, dalla casa editrice belga Hannibal Books.
Con 73 mila visitatori, Palazzo Ducale archivia così una delle esposizioni di maggiore richiamo degli ultimi anni, confermando il ruolo di Genova nella storia di Antoon van Dyck e nella geografia europea della grande pittura del Seicento.
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